venerdì 28 febbraio 2014

FRAPPE - RICETTA N° 59

Frappe, chiacchere, galani, sfrappole, bugie, cenci e ancora stracci e lasagne, sono tutti nomi differenti con cui questo dolce di carnevale viene chiamato nelle diverse regioni italiane, e pensate, l'elenco non finisce qua. Un'impasto di uova, zucchero e farina, aromatizzato con il liquore scelto da chi le cucina, fatto riposare eppoi fritto nella forma desiderata di strisce, fiocchetti  o manipolate a forma di nodo, spolverate infine di zucchero a velo. Gli antenati delle frappe, sono le frictilia

giovedì 27 febbraio 2014

RAVIOLI DI RICOTTA E SPINACI - RICETTA N° 58

Buongiorno a tutti. Eccoci alla prima ricetta di Carnevale. Qui in Abruzzo il giorno di carnevale sulle tavole di tutte le famiglie ci sono i ravioli. La tradizione li vuole fatti  ripieni  di ricotta, uova, pecorino grattugiato, maggiorana fresca e un pizzico di cannella. Molti li mangiano così, ad altri questo ripieno non piace, e adeguano ai gusti della famiglia il ripieno che preferiscono. A me piacciono di ricotta e spinaci. Ed è così che li mangiamo sempre in famiglia ogni

mercoledì 26 febbraio 2014

PASTA FRESCA ALL'UOVO tutti gli step e i consigli per preparala in casa- RICETTA N° 57

La mia carissima amica Claudia, ragazza solare e piena di gioia di vivere, mi ha fatto notare che questa era la ricetta mancante sul mio blog, perché lei un giorno ne aveva bisogno e cercandola non l'ha trovata. E allora eccola qua, ora mi sono fatta perdonare. Nei tempi antichi  la pasta fatta in casa faceva parte della dote di una sposa. Fare la pasta in casa è storia antica. Come antica è la tradizione che vede la donna davanti alla spianatoia con grembiule, le mani impastate, mattarello in mano, che aveva appena steso una grande sfoglia, da cui ricavava tagliatelle, tagliolini, lasagne e ancora ravioli, tortellini & company. Questa immagine contrasta un po' con quella di noi donne di oggi, sempre con i minuti contati, piene di impegni lavorativi e familiari e per questo alcune di noi si avvalgono di pasta all'uovo già fatta, che si trova nei numerosi negozi che producono esclusivamente pasta fresca, o nei market che la vendono in confezione di plastica sottovuoto e non. Eppure farla a mano e tirarla in una sfoglia larga e sottile può essere considerata, quasi, una tecnica anti-stress che consente, inoltre di ottenere un risultato finale che non ha eguali sul mercato. Facciamo un po' di conti: 15-20 minuti per impastare gli ingredienti e lavorare il panetto, 30 minuti per lasciarlo riposare ( nel frattempo vi potete dedicare  ad altro ), e ancora 15 minuti per stendere la sfoglia e ricavarne delle tagliatelle. In tutto: 1 ora. Ma il piacere e la soddisfazione personale di portare in tavola un piatto di tagliatelle fumanti fatte con le nostre mani, non vale 1 ora della nostra giornata? Con una buona organizzazione del nostro tempo il gioco è fatto. Ad ogni modo, oggi esistono, attrezzature come la macchina impastatrice e quella stendi pasta, pensate per ottenere risultati soddisfacenti con risparmio di tempo, anche senza avere l'abilità manuale delle nostre nonne. Se decidete di provare, fatelo la Domenica mattina, se non lavorate, e così vedrete come è bello dedicarsi a quest'arte antica , con il tempo vedrete come diverrete abili, così, tagliatelle, pappardelle, tagliolini, ravioli e garganelli potranno diventare primi attori della vostra tavola. Ricordate, la buona riuscita della pasta fresca comincia dalla farina che deve essere ricca di glutine, se si vuole ottenere un impasto più facile da tirare e una pasta più elastica. Il glutine è una proteina che, quando viene inumidita, in questo caso dalle uova, forma una trama elastica che lega meglio l'impasto. Eccovi alcuni consigli fondamentali, che ho fatto tesoro col tempo, leggendo qua e là, chiedendo a chi era più esperta di me, e che ho acquisito nel tempo dagli errori fatti.

Primo: usate assolutamente la spianatoia di legno, primo elemento fondamentale per un risultato finale ottimale; la rugosità del legno è più consona della superficie liscia del tavolo alla lavorazione della pasta. Infatti questo materiale, permette alla pasta di prendere rugosità, indispensabile per assorbire al meglio il condimento scelto.

Secondo: si comincia disponendo la farina a fontana sulla spianatoia di legno ( se siete poco esperte o alle prime armi, cominciate il procedimento dentro una ciotola, per poi trasferire il composto una volta che avrà assorbito il liquido direttamente sulla spianatoia per essere impastato ), si allarga quindi con cura il cratere centrale per lasciar posto alle uova, si sbattono leggermente con una forchetta in modo che gli albumi e i tuorli si amalgamino perfettamente, attirando poca farina alla volta all'interno delle uova sbattute, verso il centro della fontana, finché non sarà stata assorbita del tutto.

Terzo: per quanto riguarda il sale, secondo le antiche correnti emiliane, non andrebbe messo nell'impasto. Le correnti più moderne invece ne prevedono un pizzico. Io c'è lo metto.

Quarto: evitate le correnti d'aria che potrebbero far seccare la pasta, copritela sempre con un canovaccio pulito inumidito.

Quinto: la proporzione ideale tra uova e farina è di 1 uovo (utilizzando uova da 60 g) per 100 g di farina, dose per 2 persone. Per eventuali correzioni dell'impasto, aggiungete un cucchiaio di farina se l'impasto risulta troppo lento, mentre aggiungete 1 cucchiaio di acqua se l'impasto risulta troppo duro, questo dipenderà se usate uova più grandi o più piccole di 60 g, e dalla farina che userete.

Sesto: il panetto va lavorato con molta energia per almeno 10 minuti, sbattendolo sulla spianatoia affinché la pasta diventi elastica. La pasta, infatti, passata e ripassata sulla spianatoia, ripiegata su se stessa, battuta e maneggiata, diventa via via più soda, liscia, elastica e plastica al tempo stesso: prende nervo, come si è soliti dire. Questa fase va eseguita con cura e senza fretta. Infine si riunisce la pasta in un panetto o una palla.

Settimo: fate riposare il panetto avvolto in un panno appena umido, perché non si asciughi in superficie. Poi stendete con mattarello piccole quantità alla volta, lasciando il resto coperto.

Ottavo: infarinate la spianatoia per non far attaccare la pasta.

Nono: preparate il ripieno per i ravioli prima della pasta.

Decimo: per fare i ravioli, potete ridurre il numero delle uova e aggiungere poca acqua. Questo perché il ripieno in genere è già piuttosto sostanzioso.


Ingredienti:  2 uova, 100 g di farina di semola rimacinata, 100 g di farina 0, 1 cucchiaio di olio e.v.o., 1 pizzico di sale.

PREPARAZIONE:

Per assicurarsi che le uova che usate siano tutte buone apritene una alla volta in un piatto (evitate così che eventuali pezzetti di guscio cadano nella farina).
Mettere la farina sulla spianatoia, formando con le dita una cavità al centro. Aggiungete le uova, 1 cucchiaio di olio e un pizzico di sale.



Sbattete leggermente le uova con una forchetta, quanto basta per mescolare i tuorli con gli albumi. Poi buttate pian piano un po di farina nel miscuglio.



Continuate a incorporare la farina nelle uova,  dalle pareti della fontana prendendola, intridendo gli ingredienti con le dita. La pasta si presenterà un po granulosa, ma via via che lavorerete con le mani assumerà un'aspetto più liscio e omogeneo.


Quando l'impasto comincerà a prendere consistenza, lavoratelo a piene mani, tirandolo avanti e indietro e sbattendolo sulla spianatoia infarinata.



Formate il panetto o riunitelo in una palla, lasciandolo coperto con un canovaccio pulito inumidito per mezz'ora o più.



Ora la vostra pasta fresca all'uovo è pronta per essere stesa sulla spianatoia infarinata, fate scorrere il mattarello in tutte le direzioni fino ad avere una sfoglia sottile.
Continuate a seguirmi. Nella prossima ricetta vedrete come realizzare i ravioli, tipici della tradizione di Carnevale in Abruzzo, ed altre ricette dolci che piacciono sia ai grandi che ai più piccoli, dedicate alla festa della prossima settimana



venerdì 14 febbraio 2014

Cuore soffice al cacao - ricetta n° 56

Questo è il mio dolce a forma di cuore per la cena di San Valentino. Un'impasto semplice, senza olio e senza burro, eppure il dolce è perfettamente soffice e morbido come il pane appena sfornato. Per la sua morbidezza, e per il fatto che il dolce rimane morbido all'interno, proprio al cuore del tortino, si presta egregiamente ad essere mangiato così comè. Volevo una torta senza creme e salse da riempimento, buona per la percentuale di cacao all'interno e velocissima da fare e cuocere. So che sono in ritardissimo, ma so anche che ci sono ancora molte persone indecise su

giovedì 13 febbraio 2014

Rustico condiviso da 2 cuori - ricetta n° 55

Buon giorno a tutti. E' da giorni che pensavo cosa proporre come secondo piatto nel menù per San Valentino. Poi mi è venuta in mente questa cosa, riciclando la pasta sfoglia della prima ricetta per San Valentino, che invece di proporla per secondo antipasto, può essere presentata come un secondo vero e proprio da condividere letteralmente insieme al vostro o alla vostra amata, nella  piccola cocotte o contenitore o piccola terrina in cui viene cotta, e ho quindi deciso di dare questo titolo alla ricetta: Rustico condiviso da 2 cuori. Visto che la festa sarà un'incontro a

mercoledì 12 febbraio 2014

RISOTTO CON I GAMBERETTI - RICETTA N° 54

Buongiorno, eccoci alla seconda ricetta per San Valentino. Nel mangiare questo risotto, credetemi, vi sembrerà per un momento di essere in un ristorante di pesce, perché non crederete di averlo preparato voi per quanto è buono e delicato. La scelta della varietà del riso è fondamentale per la riuscita della ricetta. I risi che fanno del risotto uno dei primi piatti più tipici della cucina italiana son quelli dai chicchi consistenti, che resistono alla cottura, pur

PIZZETTE DI PASTA SFOGLIA A FORMA DI CUORE- RICETTA N° 53

Eccoci alla prima ricetta per San Valentino. Essendo il primo anno di blog, ho deciso, visto che sono fortemente in ritardo, di proporvi questo facilissimo ma gustoso antipasto di pizzette fatte con la pasta sfoglia già pronta, che potete trovare nel banco frigo di tutti i supermercati e negozi di alimentari ben forniti. Essendo la festa degli innamorati, ho usato il mio stampo a cuore per fare delle pizzette a tema. Ma se non disponete di tale attrezzo,

martedì 11 febbraio 2014

CIAMBELLONE DELICATO ALLA PANNA - RICETTA N° 52

Buongiorno a tutti. Ecco un dolce per la colazione buono, delicato e veloce, ma che si può trasformare a vostro piacimento, solo cambiando lo stampo, in una base per realizzare torte di compleanno decorate secondo la vostra fantasia. Per la presenza della panna fresca liquida, la torta risulterà molto morbida al tatto e delicatissima di sapore. Io l'ho spolverata con semplice zucchero a velo, ma appena farà calduccio e si alzeranno le temperature, la riempirò con una crema fresca di limoni e panna. Quindi in attesa di questo vi lascio alla ricetta. Se la utilizzerete come torta per una

martedì 4 febbraio 2014

TORTA DI MELE con latte e burro senza lattosio - RICETTA N° 51

 Chi non ha un dolce che quando lo mangia, lo fa tornare ai tempi belli passati nella spensieratezza e nel divertimento dei giochi che faceva con gli amichetti/e  quando era bambino/a ? Ebbene, questo è l'effetto che fa a me questa torta. Una ricetta tanto semplice ma allo stesso tempo suprema. Il sapore di questa torta mi riporta indietro nel tempo, il profumo che scaturisce al di fuori del forno quando è cotta mi ricorda i tempi in cui spensierata passavo interi pomeriggi a giocare, a sorridere a immaginare un mondo bello e pieno di fantasia, il tutto accompagnato da dolci come questo, preparato dalle mani della mamma e della nonna. Ho un debole per le torte di mele, e questa la metto al primo posto. In seguito ne pubblicherò delle altre, fatte in innumerevoli modi diversi. Così ognuno potrà scegliere tra le tante la sua preferita. Ma veniamo al vivo della ricetta. Per farla ho usato burro e latte senza lattosio, è fatta con sole 2 uova, le mele sono le Golden, e il burro deve essere rigorosamente a temperatura ambiente, almeno 2 ore prima fuori dal frigo. Ma se non volete usare i latticini sostituite il burro, con la stessa quantità di margarina vegetale di buona marca, mentre il latte con latte di soia/riso/mandorla. Questa ricetta dovevo pubblicarla ieri, ma ho avuto problemi con il PC, quindi la pubblico oggi e se la preparerete vi farà affrontare al meglio una giornata grigia e piena di nuvole come questa. Mangiatela a colazione, a merenda, o come dolcetto per un felice fine pasto. Buona giornata a tutti voi.


Tempo di preparazione: 15/20 minuti
Tempo di cottura: 40/45 minuti
Stampo: rotondo cm 24/26 di dm

Ingredienti: 2 uova medie, 100 g di zucchero semolato, 100 g di burro morbido senza lattosio, 250 g di farina 00, 1 bicchiere di latte senza lattosio, 1 bustina di lievito per dolci, 4 mele Golden, zucchero a velo q.b., cannella in polvere q.b.

PREPARAZIONE:

In una ciotola montate il burro ammorbidito con lo zucchero, per qualche minuto.


Aggiungete un uovo alla volta, e montate fino a che si saranno ben amalgamati all'impasto.


Aggiungere la cannella in polvere (se non vi piace non mettetela).


Setacciate insieme farina e lievito, aggiungeteli alternandoli al latte, fino a terminare i due ingredienti.




Lavate le mele, sbucciatele e fatene 1 a cubetti  e mescolatela insieme all'impasto.


Mettete il composto dentro uno stampo imburrato e infarinato.


Tagliate a fettine tutte le altre mele.


Affondate tutte le fettine di mele fino in fondo e ricoprite la torta, spolverizzate di zucchero a velo. Infornate in forno caldo preriscaldato a 180° per 40/45 minuti.


 Sfornate la torta, fatela raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.


Ed ecco la torta nel piatto di portata.


Spolverizzate di nuovo con un po' di zucchero a velo e servite.


sabato 1 febbraio 2014

SHEPHERD'S PIE - PASTICCIO DI CARNE - RICETTA N° 50

La  Shepherd's pie, letteralmente, Torta del pastore, è un'idea gustosa e prelibata da scegliere per un pasto importante come quello della Domenica; giorno in cui tutti i membri della famiglia finalmente mangiano tutti insieme e spesso come accade con ospiti a pranzo. Per molti di noi il pranzo della Domenica è un'istituzione. Ancora oggi, come anni fa,  mamme e nonne si mettono ai fornelli già dalla sera del sabato a preparare pranzi sontuosi e di una